Quali saranno le sue prime parole?

Quali saranno le sue prime parole?

Durante lo sviluppo del proprio bambino ogni genitore attende trepidante il momento delle sue prime parole.

Il percorso di apprendimento del linguaggio segue delle tappe specifiche, ma ogni bambino presenta una variabilità temporale entro il quale le deve raggiungere.

In primis c’è da sottolineare che lo sviluppo del linguaggio non riguarda solamente l’aspetto della produzione ma anche l’aspetto della comprensione.

COMUNICARE NON È SOLO PARLARE

È importante ricordare che il linguaggio è parte integrante della comunicazione. 

Con il termine ‘comunicazione’ si intende tutto ciò che avviene attraverso uno scambio tra due o più individui.

Dunque, il bambino inizia a comunicare molto prima di pronunciare le prime parole e lo fa attraverso il pianto, i sorrisi, i gesti, lo sguardo; quella che viene chiamata anche comunicazione non verbale.

Dopo questa breve accenno alla comunicazione, torniamo a parlare del linguaggio in senso stretto, chiamato anche comunicazione verbale.

LA COMPRENSIONE

Osservando successivamente le varie tappe di sviluppo del linguaggio noterete che l’aspetto della comprensione traina sempre la produzione; ovvero, è necessario che il bambino acquisisca determinate competenze in comprensione prima che egli inizi a fare le prime conquiste sotto l’aspetto della produzione.

Un esempio calzante è il gioco del telefono senza fili, se ciò che il nostro vicino ci dice viene compreso correttamente allora siamo in grado di riprodurre il messaggio e di far continuare il gioco; mentre se quello che ci viene detto risulta incomprensibile o viene compreso male allora il risultato potrà essere che non riusciremo a produrlo e/o lo produrremo in maniera sbagliata e di conseguenza il gioco si interrompe.

L’APPRENDIMENTO

Durante i primi mesi (0-3) il bambino è in grado di discriminare i suoni di tutte le lingue; è solo dai 6 mesi che questa abilità va via via sfumando a favore dei suoni specifici della lingua madre.

Dai 3 ai 6 mesi il bambino inizia a produrre dei suoni dapprima non linguistici e poi sempre più simili alle vocali.

Dai 6 agli 8 mesi compare quella che viene chiamata lallazione canonica  o babbling, che consiste nella produzione di sillabe ripetute composte dalla stessa consonante (ba-ba, ma-ma, pa-pa-pa). Le produzioni del bambino in questo periodo sono un importante indice per le seguenti tappe di sviluppo del linguaggio.

Dagli 8 ai 10 mesi la lallazione cambia, il bambino è ora in grado di ripete sillabe con consonanti diverse (ma-ba-pa), questa fase si chiama lallazione variata. Una lallazione ricca di suoni, è stato osservato essere un precursore per lo sviluppo di un lessico più ampio.

Per quanto riguarda la comprensione, è da quest’età che i bambini iniziano a comprendere le prime parole singole.

Entro i 12 mesi poi il bambino sviluppa le prime parole (circa una decina), che sono strettamente legate al contesto e alle esperienze che vive nella quotidianità.

PRIME PAROLE

Queste parole sono formate principalmente da suoni come /m/, /n/ (suoni nasali) e /p/, /t/, /b/, /d/ (suoni occlusivi) assieme alle cinque vocali; dunque, le combinazioni che ne solitamente risultano sono: nanna, mamma, tata, papà, pappa,… .

Verso l’anno il bambino è in ora in grado di comprendere le prime frasi brevi e i primi ordini semplici contestualizzati.

Tra i 12 e i 18 mesi il vocabolario del bambino si amplia, fino al raggiungimento della produzione, verso i 18 mesi, di 50 parole.

Da questo momento inizia la fase cosiddetta esplosione del vocabolario; il bambino diventa conscio che ad ogni parola corrisponde un oggetto e che attraverso il linguaggio egli può agire sul mondo che lo circonda.

La produzione frasale inizia sotto forma di parola-frase, ovvero dell’utilizzo di una singola parola con il significato di un’intera frase (es. ‘nanna’ può significare ‘ho sonno/sono stanco/voglio dormire’).

UN VOCABOLARIO SEMPRE PIÙ RICCO

Con il raggiungimento, attorno ai 24 mesi, di un vocabolario di circa 200 parole (le quali sono prevalentemente nomi), ha inizio lo sviluppo della morfosintassi.

Inizialmente lo sviluppo della morfosintassi è la capacità del bambino di unire due parole (mamma pappa, tata bua), dove non sono presenti articoli, verbi e congiunzioni.

A 2 anni i suoni che il bambino produce comprendono le occlusive velari /k/, /g/ e la fricativa /f/.

Tra i 24 e i 30 mesi, il vocabolario si amplia e diventa via via più vario, ai nomi si aggiungono i primi verbi e aggettivi. 

Il lessico del bambino raggiunge le 500 parole e ciò comporta una maturazione nella morfosintassi del bambino. Egli, infatti, inizia a produrre le prime frasi semplici costituite da soggetto e verbo (tata do(r)me, …)

L’inventario fonetico, ovvero i suoni che compongono le parole, si completa attorno ai 3 anni; gli unici suoni di cui è tollerabile l’assenza sono i suoni /r/, /ʃ/ (= ovvero la sc di scimmia), /ʎ/ (= riconducibile alla gl di foglia) e il suono /dz/ (= cioè la z di zero).

I PRIMI DISCORSI

Entro i 36 mesi le frasi diventano sempre più complete, con l’utilizzo stabile di articolo, proposizioni e pronomi.

Il bambino inoltre inizia a comprendere richieste multiple.

Tra i 4 e i 5 anni l’inventario fonetico è completo e il bambino non effettua più alcun processo di semplificazione delle parole, ovvero le parole che il bimbo produce sono assimilabili al target adulto.

Le frasi sono sempre più complesse dal punto di vista morfosintattico

Dai 5 anni il bambino comincia ad interessarsi alle lettere e ai numeri, iniziando a scrivere il proprio nome.

Bibliografia

Kuhl, P. Early language acquisition: cracking the speech code. Nat Rev Neurosci 5, 831–843 (2004).

Caselli M.C. et al. Il primo vocabolario del bambino: gesti, parole e frasi. Valori di riferimento fra 8 e 36 mesi delle Forme complete e delle Forme brevi del questionario MacArthur-Bates CDI. Milano, FrancoAngeli (2015)

Autrice

Marta BaldisserottoMarta Baldisserotto, Logopedista. 
Lavora esclusivamente con l’età evolutiva, formata per l’applicazione del metodo PROMPT, e si occupa di valutazione e trattamento di bambini parlatori tardivi, di ritardo del linguaggio, di disturbi primari di linguaggio, di disprassia verbale, ma anche di disturbi secondari associati a ritardo mentale, autismo e quadri sindromici, di difficoltà di apprendimento (prerequisiti alla letto-scrittura) e disturbi specifici dell’apprendimento.
 Cooperativa sociale

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