Essere genitori: il viaggio di una vita

ANCHE I GENITORI SONO STATI BAMBINI

I genitori, lo sappiamo, sono indispensabili per lo sviluppo dei bambini, delle loro abilità, dei comportamenti sociali che li aiuteranno a crescere fino all’inserimento nella società, e anche per la costruzione di un sistema di valori che guidi le loro azioni. 

Essere genitori è una bella avventura, ma come crescere il proprio figlio/a al meglio? Come creare una relazione di scambio e interazione costruttiva e positiva?

Vediamo come si sviluppa un bambino, impariamo a conoscerlo per il piccolo umano che c’è in lui. 

IL RUOLO DEI GENITORI 

Che ruolo hanno i genitori in questa storia?
Dipende da quale teoria evolutiva è storicamente più validata.
In origine bisogna situare il dibattito fra ereditarietà (“natura”) e ambiente (“nutrimento”): quale prevale nello sviluppo precoce? 

Le teorie proposte per rispondere a questa questione sono innumerevoli, John Locke nel XVII secolo rigettava l’idea che il bambino nascesse equipaggiato di conoscenze e abilità. Sosteneva, invece, che ogni bambino avesse davanti a sé una strada di necessaria crescita da costruire attraverso le esperienze.  

Secondo il pensiero di Locke, ogni conoscenza si realizza attraverso i sensi ed è acquisita in virtù dell’esperienza, per cui non esistono conoscenze innate. In tal modo sottolinea l’importanza che il genitore ha nei confronti del figlio fin dalla sua nascita, ponendosi come ambiente di apprendimento. Il patrimonio genetico, invece, può esprimersi solo nel momento in cui il piccolo si confronta con ciò che vede, sente, gusta, prova e annusa.

Poi arriva Charles Darwin che nel 1859 pone la sua teoria dell’evoluzione, sottolineando le basi biologiche dello sviluppo umano, enfatizzando il ruolo dei fattori ereditari. A questo modello di riferimento risponde il comportamentismo nel XX secolo secondo cui l’ambiente, ancora una volta, diviene cruciale.
Siamo a 2-1 per i genitori-ambiente! 

100 MILIARDI DI NEURONI

Veniamo ad oggi. Le ricerche sono innumerevoli e costantemente aggiornate, in divenire, ma la maggior parte degli psicologi concorda su una nuova prospettiva: natura e nutrimento sono fattori inseparabili ed anzi, interagiscono continuamente tra loro per guidare lo sviluppo del bambino.
Ogni neonato nasce con circa 100 miliardi di neuroni nel cervello, ma incredibilmente poche connessioni tra essi. Queste ultime si sviluppano rapidamente dopo la nascita, ed il cervello aumenta di forma e di peso: il peso del sapere!
Lo sviluppo cerebrale, quindi, è fortemente influenzato sia dai fattori genetici che dagli stimoli ambientali cui il bambino è esposto nei primi anni della sua vita: ecco dunque il ruolo cruciale dei genitori! 

IL MOVIMENTO

Facciamo un esempio. 

Dalla venuta al mondo del neonato lo sviluppo motorio mostra l’interazione tra la maturazione geneticamente programmata e le influenze dell’ambiente. 

Si può dire che tutti i bambini, virtualmente, attraversano la stessa sequenza di comportamenti motori seguendo un ordine preciso: girarsi su se stessi, stare seduti senza appoggi, stare in piedi aggrappandosi, andare carponi e camminare. Tuttavia, ogni bambino ripete questa sequenza secondo un diverso ritmo, lasciando aperta la questione di quanto l’influenza ambientale giochi un ruolo cruciale nelle differenze singolari. 

IL LINGUAGGIO

Lo sviluppo del linguaggio è un ulteriore esempio dell’interazione tra componenti genetiche ed esperienza. Nel corso del normale sviluppo, il bambino impara a parlare non prima di aver raggiunto un dato livello di sviluppo neurologico. Tuttavia, i bambini che vengono accuditi ed accolti in un ambiente in cui i genitori e le persone parlano con loro e li gratificano, se emettono vocalizzi simili a parole, imparano a parlare prima dei bambini che non ricevono queste attenzioni. 

È importante, dunque, che fin dalla nascita i genitori parlino con il proprio figlio, per stimolare le sue competenze, senza eccedere! 

OGNI TAPPA È IMPORTANTE 

Per spiegare le fasi di sviluppo, numerosi psicologi hanno ipotizzato l’esistenza di tappe evolutive discrete, qualitativamente distinte. Più precisamente, il termine utilizzato dai professionisti è “fasi” ed implica che i comportamenti dati in una fase specifica siano organizzati secondo un tema dominante o attorno a caratteristiche coerenti. 

I comportamenti che appaiono successivamente sono  qualitativamente differenti da comportamenti pregressi e tutti i bambini attraversano le fasi seguendo lo stesso ordine (non si può camminare senza aver imparato a sostenere il peso della testa!). 

In ragione di ciò esistono periodi sensibili, momenti ideali per un tipo particolare di sviluppo, e se un dato pattern comportamentale non è ben consolidato in tale periodo allora può essere che non arrivi mai ad esprimersi in tutta la sua potenzialità. Il primo anno di vita del bambino sembra essere un periodo sensibile per lo stabilirsi di relazioni di attaccamento interpersonale molto strette. 

Nel prossimo articolo: “Dammi un 5! Le capacità del neonato: i cinque sensi.”

Bibliografia: Atkinson R. L., Hilgard E. R., Introduzione alla psicologia, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2011. Rutter M., Quinton D., Hill J., Adult outcome of institution-reared children: Males and females compared, Cambridge University Press, L. Robins Ed., 1990.

Autrice:

Giulia Bicego

Giulia Bicego, Psicologa-Psicoterapeuta. Si occupa di disturbi dell’età evolutiva e di disturbi dello spettro dell’autismo in collaborazione con la cooperativa MTK. Pratica privatamente come psicoterapeuta seguendo giovani adolescenti e giovani adulti in difficoltà. – Cooperativa sociale

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