Dammi un 5! I sensi nel neonato: la vista

Un neonato che cosa sa fare? Come funzionano i suoi 5 sensi?

Un neonato che cosa sa fare? Come funzionano i suoi 5 sensi?

Non è forse la domanda che la maggior parte delle persone si pone, ma è una domanda che un genitore, prima o poi, arriva a chiedersi.

Un figlio, così piccolo, appena nato, così tipicamente “indifeso”, come vive il mondo?

IL MONDO PER UN NEONATO

Verso la fine del XIX secolo, uno psicologo di nome William James, aveva suggerito che un neonato percepisse il mondo attraverso i 5 sensi come una “ronzante, scoppiettante confusione”. È stata un’idea che ha avuto la meglio fino alla fine degli anni ‘60. 

Oggigiorno la prospettiva è diversa, merito anche dell’attenzione che è stata sempre più rivolta al bambino in età precoce.

Cosa sappiamo? Numerosi studi dimostrano che un neonato entra nel mondo con tutti i suoi 5 sensi, sistemi sensoriali funzionanti e ben predisposto a conoscere il nuovo ambiente.

Poiché, tuttavia, i bambini non possono spiegare quello che stanno facendo o dire quello che stanno pensando. 

Gli psicologi che si occupano dello sviluppo sono ricorsi a tecniche ingegnose ed originali per cogliere e studiare quello che potremmo definire “il bagaglio originario” di ciascuno di noi.

CIASCUNO HA IL SUO BAGAGLIO 

La metodologia di base è di introdurre alcuni cambiamenti nell’ambiente del bambino e osservarne le risposte.

Facciamo un esempio. Un ricercatore presenta una luce lampeggiante e quindi osserva se si produce un cambiamento nel ritmo cardiaco, o se il bambino muove la testa oppure succhia con più vigore il ciuccio. 

Se lo fanno, ciò presume che essi possono distinguere gli stimoli e forse ne preferiscono uno.

Cosa ne sappiamo, allora, della vista del neonato?

COME VEDONO I NEONATI

Alla nascita i bambini hanno una scarsa acuità visiva e la capacità di cambiare “fuoco” è assai limitata: sono molto miopi! 

Il volto della madre, ad esempio, viene percepito abbastanza sfocato. 

Niente panico! 

Verso i 7-8 mesi il neonato ha una competenza visiva quasi pari a quella di un adulto.

COSA VEDONO I NEONATI

Cosa guardano i neonati? Tutto! Sono degli scienziati curiosi e con tutti i 5 sensi ben all’erta! 

È stato dimostrato attraverso molti studi che essi trascorrono molto tempo guardando l’ambiente ed esaminando il mondo in modo molto sistematico, proprio come fanno gli scienziati! 

I loro sensi sono catturati principalmente da oggetti o cambiamenti nel campo visivo, dimostrandosi attratti da zone ad alto contrasto, come i contorni di un oggetto. 

Al posto di esaminare l’oggetto nella sua interezza, però, come d’altronde facciamo noi adulti, essi fissano il loro sguardo su quelle aree del campo visivo che presentano più contorni.  

Inoltre, preferiscono i modelli complessi a quelli semplici e linee curve rispetto a linee rette.

Il bambino è attratto, possiamo, dire, dall’armonia delle forme!

COME OSSERVANO I GENITORI

E quando si tratta del viso dei genitori? Cosa vedono i neonati nei loro caregiver?

Numerose evidenze sperimentali evidenziano come i bambini fin dai primi giorni di vita abbiano una sorta di “preferenza facciale”, innata, per i volti. 

È importante dedicare tempo al neonato guardandolo e restituendogli, in tal modo, una presenza anche attraverso lo sguardo amorevole. Sono piccole creature delicate, per cui prediligono soffermare lo sguardo su facce sorridenti rispetto a facce che incutono timore.

Secondo alcuni studi, il cervello dei neonati potrebbe essere predisposto ad orientarsi verso i volti al fine di ottenere informazioni da essi. Ad ogni modo, essi non sono in grado fin da subito di percepire le facce umane come sono in grado di fare i bambini più grandi o gli adulti, e l’apprendimento delle forme dei volti prosegue nel tempo, affinandosi nei primi mesi di vita.

L’IMPORTANZA DEI VOLTI 

I bambini di 3 mesi mostrano una marcata preferenza per le facce “normali”, che rispettano dei canoni di proporzione, rispetto a facce che potremmo definire “distorte”, un po’ come i quadri di Picasso!

Inoltre, appena venuti alla luce essi non hanno predilezione per volti appartenenti alla stessa razza e cultura, mentre li preferiranno verso i 3 mesi.

In conclusione, i bambini sembrano nascere già dotati di meccanismi di percezione idonei a riconoscere le caratteristiche di base dei volti, meccanismi che permettono loro di riconoscere rapidamente i loro genitori come figure di attaccamento preferenziali!

Vorrei terminare illustrando un breve aneddoto di un’esperienza che ho avuto mentre frequentavo ancora l’università. Ero in treno e, come ogni mattina, il sovraffollamento mi permetteva di incontrare numerose persone. 

Un giorno ricordo di essermi soffermata su una giovane donna che allattava il suo bambino, che avrà avuto poco più di due mesi. Era affamato, ma non solo di latte! Guardava la madre come fosse il cielo che avrebbe dato al suo mondo dei confini amorevoli, e lei ricambiava questo sguardo. Nonostante la vedesse quasi sicuramente sfocata, non c’era nulla in quell’attimo che credo quel bambino avrebbe voluto di più. Laddove i nostri piccoli non riescono a vedere, dobbiamo saper essere occhi per loro!

Bibliografia:

Atkinson R. L., Hilgard E. R., Introduzione alla psicologia, Padova, Piccina Nuova Libraria, 2011.

Farroni T., Menon E., Rigato S., Johnson M. H., The perception of facial expressions in newborn, European Journal of Developmental Psychology, 2007.

Autrice:

Giulia Bicego

Giulia Bicego, Psicologa-Psicoterapeuta. Si occupa di disturbi dell’età evolutiva e di disturbi dello spettro dell’autismo in collaborazione con la cooperativa MTK. Pratica privatamente come psicoterapeuta seguendo giovani adolescenti e giovani adulti in difficoltà. – Cooperativa sociale

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