Dammi un 5! I sensi nel neonato: l’udito

Dammi un 5! I cinque sensi nel neonato: l’udito

“Parlare è il modo di esprimere se stesso agli altri. Ascoltare è il modo di accogliere gli altri in se stesso.” (Wen Tzu)

Nello scorso articolo si è parlato della vista del bambino e, sebbene sarà questo il senso che poi guiderà la quotidianità dell’adulto che diventerà, è l’udito il senso che si mette al lavoro per primo, fin dai tempi della vita uterina.

Alcune ricerche evidenziano come i feti di circa 28 settimane reagiscono muovendosi, in presenza di rumori forti, altre ricerche indicano che il neonato direzioni il viso verso la sorgente del suono.

L’udito, dunque, è importantissimo per lo sviluppo, poiché consente di recepire immagazzinare una grande quantità di informazioni sull’ambiente che lo circonda, oltre ad essere un presupposto essenziale per lo sviluppo di quello che poi sarà il linguaggio, e quindi di tutte le relazioni sociali.

L’udito prima della nascita

Come accennato in precedenza, l’udito è il primo dei cinque sensi a svilupparsi: può raggiungere una maturazione completa già a partire dal 4° mese e mezzo di gravidanza. Questo significa che il feto è già in grado di percepire, riconoscere e sentire la voce della propria mamma verso il 5° o 6° mese di gravidanza.

La competenza uditiva riguarda un processo di “filtrazione” e “trasmissione” dei suoni provenienti dal mondo esterno e dalla madre, dal liquido amniotico, sotto forma combinata di vibrazioni sonore e tattili.

Grazie all’udito, quindi, viene a configurarsi una prima forma di linguaggio, che rende il neonato desideroso di comunicare: tutto questo si costituisce come inizio del processo di apprendimento del bambino e getta le basi fondamentali del riconoscimento e dell’attaccamento alla madre.

L’udito dopo la nascita

Al momento della nascita generalmente l’udito è completamente funzionante. Il bambino presta particolare attenzione alle voci, specialmente a quella della madre e a quelle ad alta tonalità e a basse frequenze, sussultando, invece, in presenza di rumori forti o improvvisi.

Il grado di reattività del neonato ai suoni dell’ambiente dipende dal suo temperamento: bambini generalmente più tranquilli sobbalzeranno o apriranno gli occhi solo per suoni molto forti e improvvisi, mentre altri bambini, più sensibili, potrebbero sobbalzare anche per il minimo sussurro nel silenzio.

A partire dai 2 mesi la maggior parte dei neonati si tranquillizzano quando ascoltano la voce materna o una voce familiare, mentre verso i 4 mesi inizieranno a manifestare interesse in alcuni suoni direzionando il viso e lo sguardo nella direzione di provenienza. Dai 5 o 6 mesi, circa, i bambini, ora che anche la vista è più sviluppata, cominciano a guardare i movimenti della bocca materna mentre parla e ad imitarne i suoni.

Una fase molto importante poi, è quella che giunge intorno al compimento del 7° mese, chiamata “lallazione” ed è caratterizzata dall’uso di sillabe ripetute più volte, come una sorta di catena, ma ancora in assenza di un significato preciso.

Questa fase implica un abbozzo di dialogo, e quindi di relazione più complessa, che il bambino instaura con le figure di attaccamento. Verso il compimento del primo anno i bambini si voltano al loro nome e proferiscono le prime parole, come mamma e papà.

Come si favorisce lo sviluppo uditivo del bambino nel primo anno di vita?

Uno dei modi migliori per favorire lo sviluppo uditivo del bambino è quello di esporlo a suoni di vario tipo, parlandogli spesso mentre si svolgono attività che lo coinvolgono come, ad esempio, l’allattamento e il cambio del pannolino o il momento del bagnetto, descrivendo ciò che accade intorno a lui se sembra incuriosito ed interessato.

È possibile anche favorire lo sviluppo uditivo attraverso l’ascolto della musica, chiaramente prestando attenzione a quelle che sono melodie rilassanti, a basse frequenze e con una musicalità che non cambi repentinamente i toni o il timbro per evitare di creargli una situazione spiacevole.

Le attività e i giochi musicali sono potenti stimoli per lo sviluppo del linguaggio e l’apprendimento del bambino.

Bibliografia
Atkinson R. L., Hilgard E. R., Introduzione alla psicologia, Padova, Piccina Nuova Libraria, 2011.
Kimbrough D. O., Eilers R. E., The Role of Audition in Infant Babbling, University of Miami, Child Development, Vol. 59, N. 2, April 1988.

Autrice:

Giulia Bicego

Giulia Bicego, Psicologa-Psicoterapeuta. Si occupa di disturbi dell’età evolutiva e di disturbi dello spettro dell’autismo in collaborazione con la cooperativa MTK. Pratica privatamente come psicoterapeuta seguendo giovani adolescenti e giovani adulti in difficoltà. – Cooperativa sociale

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